mercoledì 25 gennaio 2012

Anteprima: Thomas Drimm. La fine del mondo viene di giovedì di Didier Van Cauwelaert.

Immaginate un mondo in cui le api si sono estinte, dove gli OGM sono gli alimenti principali di cui gli uomini si nutrono, una realtà in cui parlare di società scomparse come quelle greca o romana è proibito, dove l’azzardo e quindi l’universo del gioco sono elevati al rango di divinità, e soprattutto un mondo in cui gli uomini sono costantemente controllati da chip integrati nei loro cervelli. Una società “perfetta”, senza guerre, senza religioni, che combatte l’obesità, il fumo, l’abuso di alcool e le persone che pensano autonomamente, considerati soggetti passibili di “inquinare” questo mondo ideale.

Un fatale incidente fa di Thomas Drimm, quasi tredicenne, il detentore involontario di un segreto terrificante, che suo malgrado gli imporrà di dare ascolto ad uno scienziato defunto, reincarnato nel suo orso di peluche.

Una storia fantastica adatta ad un pubblico di giovani lettori, che offre spunti di riflessione sulle derive della nostra società, in una lettura disseminata di gag dal retrogusto dolce-amaro.

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Trama

Un adolescente con qualche chilo in più e con qualche difficoltà di apprendimento e di attenzione si ritrova coinvolto nell’omicidio di uno scienziato responsabile dell’invenzione di un chip in grado di controllare ogni gesto e ogni pensiero degli individui. Ha inizio così un’avventura che lo condurrà a riflettere sui valori perduti della società in cui vive e sulle possibilità di conservare identità e memoria nonostante l’utilitarismo dilagante che tende a cancellare ogni cosa. Un romanzo che attraversa con leggerezza tematiche profonde e interrogativi irrisolti della società contemporanea: il limite della scienza, il suo utilizzo da parte del potere, l’uso improprio e liberticida delle conoscenze scientifiche.

“Chi dice che i libri devono far piangere?

Questo romanzo è un vero spasso. Riderete dalla prima all’ultima pagina.”

Le Monde

“Un umorismo feroce, una fantasia irresistibile.”

Le Figaro

Autore

image Didier Van Cauwelaert è nato in Francia nel 1960. Dedicarsi alla scrittura ha sempre rappresentato il suo sogno fin da quando era bambino. Dopo essersi dedicato al teatro e aver lavorato come critico letterario per un canale televisivo, nel 1981 un editore francese ha pubblicato il suo primo libro. Nel corso della sua carriera, Didier Van Cauwelaert ha scritto venti romanzi, vendendo ben 5 milioni di copie solo in Francia e diventando in poco tempo un caso unico. Nel 1994 il suo romanzo Un Aller simple ha vinto il premio Goncourt.

Vi ha incuriosito questa storia?

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