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venerdì 8 giugno 2018

Recensione: Le voci delle betulle di Eloisa Donadelli




Titolo: Le voci delle betulle
Autore: Eloisa Donadelli
Editore: Sperling & Kupfer
Data di uscita: 5 giugno 2018


Bernadette Laudis è una donna che amerete, alla quale starete accanto mentre scoprirà la vita, con i suoi lati bui e difficili, mentre troverà la strada giusta per far luce nel passato, mentre - soprattutto - respirerà e trarrà la forza dall'aria mossa dalle betulle che la circondano.

Con voce poetica e autentica, Eloisa Donadelli ci regala un esordio che lascia il segno. 
Una storia di legami che restano scritti dentro, radici che trattengono segreti, dolori non cercati che ci conducono a ritrovare noi stessi in radure luminose.


 La trama


Le betulle ci insegnano ad avere radici per restare e foglie per sognare.

Bernadette Laudis vive da sempre con un peso inspiegabile sul cuore, un senso di vuoto che le fa mancare l'aria all'improvviso nonostante l'abbraccio caldo della famiglia, e che cerca di colmare con il suono del suo violoncello. Finché, un giorno, un oggetto stonato rinvenuto sul pavimento di casa rivela una verità affilata, che squarcia il velo di purezza di cui credeva ammantata la sua vita. E il dolore la getta in un crepaccio senza appigli, di quelli che si insidiano nei ghiacciai delle Alpi che fanno da contorno al paesino di Cimacase, dove lei da Milano si è trasferita per amore.

Una notte, in cerca di ossigeno fresco, Bernadette si addentra nei boschi e scopre una radura protetta da un recinto di betulle. Lì, in una casa di sasso, vive Giosuè, un pastore solitario, un uomo anziano che si è fatto eremita per proteggere i ricordi. In paese lo chiamano «il re delle betulle»: dicono che i suoi consigli siano un balsamo per le ferite dell'anima; dicono che sappia leggerti dentro, ma che non tutti riescano a trovarlo.
Parla poco, ma conosce la saggezza degli alberi e sa ascoltare. Anche la voce del silenzio. Grazie a quell'incontro, Bernadette inizierà a sciogliere i nodi del cuore.

Grazie al bosco di betulle, troverà la chiave per spalancare una porta sul suo passato, sulla storia della sua famiglia e sul mistero delle sue origini. Liberandosi così da quell'antico peso sull'anima e ritrovando la strada di casa.

Perché ci sono destini che solo gli alberi sono in grado di preservare.

L'autrice


Nata a Morbegno in Valtellina, Eloisa ama viaggiare e conoscere le storie delle persone. 

Ha vissuto un anno negli Stati Uniti dove si è diplomata alla Lincoln High School di Sioux Falls. 

Laureata in lingue e letterature straniere all’Università Statale di Milano, ha un master in naturopatia scientifica. Ha collaborato al quotidiano ‘La Provincia di Sondrio’ per poi dedicarsi all’insegnamento, attività che svolge tuttora in un liceo linguistico. Adora le voci dei libri e il silenzio dei boschi. La passione per la montagna è un retaggio di famiglia che le nutre l’anima. 

Scrive di notte, quando i suoi bimbi dormono; ha iniziato a farlo con un blog dedicato a loro. 

In pubblicazione ha il libro per ragazzi 'Agostino Pizzoccheri e la bio magia' e per l'infanzia 'Un Cassandro da colorare' (ed. Il Ciliegio). 

"Le Voci delle Betulle" è il suo esordio assoluto in narrativa per adulti.

La mia recensione


Ho da poco finito di leggere il libro e subito mi è venuta voglia di imprimere le mie sensazioni e condividerle con voi per non perdere neanche un secondo di quella meraviglia che è stato l'immergermi in questa nuova lettura. 

Vi confesso che era da molto tempo che cercavo un libro che potesse suscitare in me la voglia di stare sveglia tutta la notte per finirlo e certo non avevo riposto la mia fiducia nel libro di Eloisa Donadelli, ma non per qualche motivo in particolare, semplicemente perché non avevo sentito parlare di lei fino a questo momento.


Non so se l'autrice sia una musicista, ma le sue parole risuonano come musica tra le pagine del suo poetico libro ed in questa frase credo di avervi già detto tutto quello che penso de Le voci delle betulle e sarei quasi tenta di non raccontarvi più nulla, ma lasciarvi assaporare da soli la magia di questo libro.

Eloisa Donadelli ci racconta la storia di un tradimento che si intreccia con il passato e con il futuro di Bernadette, la protagonista, una violoncellista che ha messo da parte tutti i suoi sogni per avere una famiglia "normale" e crescere la sua adorata figlia.

Grazie ad un contrappunto molto efficace, l'autrice ci porta, di capitolo in capitolo, a conoscere tutti gli altri personaggi che, svelandoceli poco a poco, si legano alla vita di Bernadette; non è un libro dalla grande suspance e dai grossi colpi di scena, la storia è semplice e sembrerebbe di quasi poco conto, ma è proprio questa semplicità, questa grazia ad entrarvi nel cuore. 


La storia scivola in silenzio come le lacrime che vi scorreranno nelle ultime pagine, come è capitato a me, inaspettate perché le parole dell'autrice toccano le corde più profonde del nostro essere.


"Slegare il futuro per aspettare un passato non ancora concluso" credo che sia proprio questa la frase che racchiude tutta la vita di Bernadette.


E' un libro che trasuda musicalità, amore per le parole, per la scrittura, amore per la vita e le cose belle e, anche se risulta in secondo piano rispetto alla storia, amore per la natura ed in modo particolare per la montagna!



A proposito di questo vi vorrei suggerire una colonna sonora che possa accompagnarvi in questa lettura: 


Mario Brunello - Bach Cello Suite No.1 
(live at 2700 m slm)

Questa suite eseguita dal grande violoncellista Mario Brunello in Val di Pejo, nel parco Nazionale dello Stelvio, saprà esaltare ancora di più le magiche e sognanti parole dell'autrice.

Spero che in qualche modo queste mie parole vi abbiano destato la curiosità di leggere La voce delle betulle perché è un libro da non lasciarsi sfuggire.







venerdì 16 febbraio 2018

Recensione: Io prima di te di Jojo Moyes

Titolo: Io prima di te
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Pagine: 391
Prezzo: 13 euro
Anno di pubblicazione: 2016


La trama


A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.


La mia recensione



Ditemi che sono romantica, una illusa sognatrice, ma io ci ho sperato fino alla fine!
Si, lo so…. forse non sarebbe stato reale, forse sarebbe stato troppo forzato come finale e magari non mi sarebbe comunque piaciuto...però ho atteso ancora l’ultima pagina nella speranza che lui avesse architettato tutto per sparire, lasciarsi tutto il passato alle spalle e ricominciare un’altra vita con Louisa.

Non ho speranze dite voi vero?

La cosa strana è che leggendo questo libro non ho mai pianto!
Ho sofferto quello si, ma più che altro è il tema così attuale che mi ha turbato; purtroppo sono tantissime le persone che vivono come Will e io non sono in grado proprio di giudicare né in un senso né nell’altro….ognuno vive ed affronta la propria vita, gli ostacoli, in modo differente ed io se fossi stata nelle condizioni non Will non so proprio che cosa avrei fatto.

L’autrice è riuscita a rendere i personaggi vivi, veri, cercando anche di caratterizzarli psicologicamente, con le loro paure, ansie, emozioni ed il suo modo di scrivere è efficace pur nella sua semplicità.

Questo libro mi ha veramente toccato nel profondo e pur essendo un romanzo, una storia effimera, mi ha lasciato un senso di inquietudine dandomi molto da pensare… non a caso è proprio di questi giorni la legge sul testamento biologico da poco entrata in vigore che tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.  Era importante che anche il Governo iniziasse ad occuparsi di questa questione…. è solo un punto di inizio, ma è giusto che in un modo o nell’altro se ne parli.

Il libro ve lo consiglio e non vedo l’ora di avere tra le mani anche la continuazione.





mercoledì 14 febbraio 2018

Recensione: Olga di carta Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone



Titolo: Olga di carta Jum fatto di buio
Autore: Elisabetta Gnone
Editore: Salani
Pagine: 215
Prezzo: 14,90 euro


La trama



Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...

È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale.
Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro.

Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.

Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

La mia recensione



Quando inizio una nuova avventura con un nuovo libro la prima cosa che faccio è quella di accarezzare la copertina, sentire sotto le dita le forme in rilievo, le parti lisce e ruvide, lucide e opache, ne osservo i colori e cerco di capire che impatto ha su di me l’immagine perché sono convinta che, anche in un libro, l’occhio vuole la sua parte, e la copertina la considero un po’ come il biglietto da visita dell’autrice...deve catturare il lettore e fargli venire voglia di aprire quel libro.
La copertina di Elisabetta Gnone è semplice, elegante  e con pochi tratti ritroviamo il riassunto di tutto il libro.

La seconda cosa che faccio prima ancora di iniziare a leggere è quella di far scorrere velocemente le pagine sotto le mie dita e di assaporarne l’odore che emanano!
Si lo so, è decisamente un po’ strano, ma adoro il profumo della carta ed è per questo che non leggo volentieri gli eBook…. dovrebbero costruire apposta per me un reader che emetta anche l’odore, ma direi che per ora è ancora fantascienza; infine sfoglio lentamente le pagine del libro per vedere il carattere, gli eventuali titoli dei capitoli e se ci sono delle immagine e qui ... TA ..DAA… che sorpresa! Il libro è ricco di immagini... sono delle silhouette quindi delle immagini nere su sfondo bianco disegnate da Linda Toigo: un tocco in più, un racconto nel racconto e vi devo dire che la mia teoria che anche l’occhio vuole la sua parte qui viene pienamente appagata!

Ora è il momento di iniziare la lettura.

Olga è una ragazzina di undici anni, vive in un freddo paesino di nome Balicò e uno dei suoi passatempi preferiti è quello di raccontare storie; tutti la stanno ad ascoltare quando lei inizia una nuova storia, rimangono affascinati, stupiti, disorientati, increduli perché lei giura sempre di aver vissuto quelle incredibili avventure!

Ancora una storia ci vuole raccontare e questa volta il protagonista è Jum, ma non è una persona: Jum è invisibile , è inudibile eppure tutti noi riusciamo a percepirlo, lui vive nel buio, ma soprattutto si nutre delle lacrime di tutti noi! Jum alimenta le nostre lacrime e la nostra tristezza perché ne ha bisogno e sa distinguere il sapore che ha una lacrima versata per la perdita di una persona cara oppure il sapore di quelle versate per un figlio lontano e  più è straziante il dolore più per lui le lacrime sono gustose.

La sensazione che ho avuto leggendo queste pagine di descrizione di Jum è stata di vera angoscia: l’autrice è riuscita a farmi rivivere dei momenti del mio passato, riportarli a galla con violenza e farmi riprovare quelle sensazioni, da lei descritte, come se Jum fosse proprio lì, in attesa delle mie nuove lacrime di cui dissetarsi. Devo confessarvi che ho avuto un attimo di smarrimento e il mio primo istinto è stato quello di chiudere il libro fino alla sera successiva.
Quando ho ripreso coraggio nella lettura, non sono più riuscita a fermarmi e proprio come gli abitanti di Balicò anche io ho iniziato ad aspettare la pagina successiva per leggere un nuovo racconto di Olga.

Olga ha incontrato Jum in un momento molto brutto della sua vita, ma grazie all'amicizia è anche riuscita a sconfiggerlo:

"Tu hai paura di me?" dissi. "Tu che mi segui e mi scavi dentro! Tu che mi spegni e mi inondi di buio! Tu che ti disseti del mio dispiacere e mi geli l'anima!"
Non mi rispose e sai perché? Perché mi sbagliavo Jum non aveva paura di me, ansimava perché era stato scoperto. Lo avevo sentito e adesso che sapevo della sua esistenza potevo combatterlo. E fu esattamente ciò che feci.

La lettura di questo libro scorre velocissima e le storia che Olga racconta sono pura avventura, immaginazione, divertimento, ma vogliono anche consolare le persone a cui lei le regala ed è proprio questo che l’autrice riesce a fare: riusciamo, noi lettori, ad immedesimarci in uno dei personaggi che Jum incontra ed attraverso il racconto di Olga un parte del nostro dolore sparisce come per magia.

E’ un libro prevalentemente per ragazzi, ma anche gli adulti potranno trovare un po’ di consolazione nelle storie di Olga!







lunedì 7 marzo 2016

Recensione: La notte che ho dipinto il cielo di Estelle Laure

Titolo: La notte che ho dipinto il cielo
Autore: Laure Estelle
Editore: De Agostini
Pagine: 278
Prezzo: 14,90 euro

La trama


Quanti volti ha l'amore? Per Lucille, diciassette anni e una passione per l’arte, l’amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n’è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l’una dall’altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l’amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un’altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L’unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi… 

La mia recensione



La notte che ho dipinto il cielo è uno di quei libri che ti graffia il cuore, che ti lascia il segno per sempre e difficilmente riuscirai a dimenticarlo, ti rimarrà per molto tempo impresso dentro di te. 
Sono pochi i libri che riescono a fare questo o meglio ancora, posso dire che sono pochi gli autori che lasciano il segno, ma Estelle Laure è riuscita a farlo, è riuscita a scrivere qualche cosa di terribilemente reale e meravigliosamente lirico. 

Questa è la storia di un amore, di un' amicizia, di una famiglia distrutta e di due sorelle che, nonostante la loro giovane età, cercano di fare di tutto per andare avanti, per sopravvivere, per avere un futuro migliore aiutate anche da qualche persona di buon cuore.


Lucille e Wren sono due sorelle rimaste sole, abbandonate dai propri genitori: da un padre che da un giorno
all'altro ha perso il lume della ragione, perso nel proprio egoismo ha lasciato la famiglia, la madre invece dopo aver cercato di salvare la famiglia, ha lasciato tutto ed è partita in cerca forse di se stessa o forse di un'altra vita fregandosene completamente delle due figlie!


Lucille è la maggiore e porta su di se tutto il peso della situazione, tocca a lei badare a Wren, fare tutto: continuare ad andare a scuola, ma soprattutto cercare un posto di lavoro perché senza soldi non si va da nessuna parte e le bollette non si pagano da sole.

Lei vorrebbe chiedere aiuto, ma sa anche che se lo facesse tutti scoprirebbero la verità e cioè che loro vivono da sole e questo gli assistenti sociali non lo permetterebbero....chissà cosa accadrebbe....nella migliore delle ipotesi verrebbero divise e mandate in famiglie separate e questo lei non lo potrebbe sopportare.

Se la situazione sembra disperata in realtà l'aiuto alle due sorelle non mancherà e nonostante tutto il dolore, l'amore intorno a loro le farà andare avanti e quando sembra che le cose possano solo più migliorare l'autrice ci distrugge il cuore con un altro colpo di scena.

"Avete presente quando dicono che piangere è un po' come sentirsi travolgere dalle ondate? Non ne avevo mai capito il senso, finora, ma quando arriva la prima ondata, sento che sto provando a resistere. Cerco di tenere duro, di aggrapparmi al fondale. Mi si riempiono gli occhi ma... no, non voglio che le lacrime abbiano la meglio. Poi però succede, e io mi arrendo. Travolgono tutto, e io boccheggio come se mi soffocassero."
Estelle Laure ci racconta una storia così reale da farci provare incredibili sensazioni contrastanti: si passa dall'odio più efferato per una madre che abbandona i propri figli, alla dolce tenerezza che i protagonisti riescono ad irradiare pagina dopo pagina.

Un libro da leggere tutto d'un fiato lasciandosi trasportare dalle emozionanti parole dell'autrice.


 





martedì 26 gennaio 2016

Recensione in anteprima: Everneath. Il tuo amore è il mio inferno di Brodi Ashton

Titolo: Everneath. Il tuo amore è il mio inferno
Autore: Brodi Ashton
Editore: De Agostini
Prezzo 14,90 euro
Data di uscita: 26 gennaio 2016 

La trama


A volte l’Inferno è più vicino di quanto immagini. Per molte, moltissime settimane Nikki Bennett è scomparsa, svanita nel nulla. Senza nemmeno una parola o una spiegazione. Perché una spiegazione razionale per quello che le è successo non c’è.

Nikki è stata risucchiata all’Inferno, imprigionata in un mondo disperato e privata di tutte le emozioni. Adesso, però, le è stata data una possibilità: quella di tornare a casa per sei mesi, sei mesi soltanto.

Nikki è decisa a riprendersi la propria vita. Vuole trascorrere ogni singolo minuto con la famiglia e con Jack, il ragazzo che ama più di se stessa. Ma c’è un problema: Cole, l’Eterno dal fascino oscuro che l’ha seguita dall’Oltretomba e che è pronto a tutto pur di riaverla. Nikki sa di avere pochissimo tempo per cambiare il proprio destino. Prima che l’Inferno la reclami... questa volta per sempre. L’indimenticabile storia di un amore maledetto e immortale. Il mito classico di Persefone torna a vivere nelle pagine del primo capitolo di una nuova, bellissima serie dalla suggestiva cornice paranormale.


La mia recensione


Everneath è il primo libro di una trilogia che sicuramente anche in Italia avrà un enorme successo; gli
ingredienti del più classico paranormal romance ci sono tutti, ma qui abbiamo in più un pizzico di mitologia. Il libro è una reinterpretazione in chiave moderna del mito di Persefone che, secondo la leggenda, fu rapita da Ade, portata negli inferi  e costretta al matrimonio contro la sua volontà.

Il mito di Persefone si intreccia anche con quello di Orfeo ed Euridice, sposi sfortunati perché dopo la morte di Euridice causata da un morso di un serpente velenoso, Orfeo tenta di riportarla nel regno dei vivi, dopo aver commosso Ade e Persefone con la sua musica. L'unica condizione che i due impongono affinché Euridice ritorni è che, durante il viaggio verso la terra, Orfeo non si debba mai voltare per vedere la sua amata. Durante il viaggio, il dubbio attanaglia Orfeo che, dimenticando la promessa, si gira e vede la sua Euridice tornare nel regno dei morti.

Nikki Bennet è la nostra Persefone, ma a differenza della leggenda, Nikki non viene costretta ad andare nell'aldilà, bensì è lei stessa a scegliere, a decidere, prendendo una decisione probabilmente troppo alla leggera e non valutando le conseguenze della sua azione.

Dopo la morte della madre Nikki ha il cuore spezzato da una dilagante tristezza, solo Jack sembra riuscire a dare un senso alla sua vita, ma quando anche questo amore vacilla, l'unica cosa che Nikki desidera è smettere di provare qualsiasi sentimento. Cole è lì, pronto ad esaudire il suo desiderio, pronto a legarla a se per l'eternità ed a prosciugarla di tutta l'energia, lasciandola vuota e incapace di provare qualsiasi sentimento, proprio come lei desidera.

Nikki segue Cole spontaneamente nell'Everneath dove rimangono indissolubilmente uniti per cento anni in un bozzolo. L'Everneath è il luogo dove vivono gli Eterni, esseri che possono vivere per l'eternità ma solo grazie all'energia degli esseri umani.

La nostra giovane ragazza non è uguale a tutti gli altri Pasti, ha ancora un legame con il mondo dei vivi, un'àncora di salvataggio che si chiama Jack.

Uno straordinario racconto ben ariticolato tra passato e presente, tra il prima e il dopo, tra la scelta di seguire Cole ed il ritorno di Nikki dopo, i suoi cento anni, sulla terra dove in realtà sono passati pochi mesi.

I protagonisti sapranno catturarvi, lasciandovi incollati alle pagine e personalmente il personaggio che mi ha intrigato di più è Cole: bello, tenebroso, secondo me in bilico tra bene e male perché potrebbe sembrare il cattivo della situazione, ma la domanda che ci faremo per tutto il libro sarà: ma un Eterno è in grado di provare dei sentimenti? Cole potrebbe essere veramente innamorato di Nikki oppure ambisce solo al trono degli inferi? Un personaggio decisamente interessante che spero, anche nei libri successivi, continui ad avere un ruolo fondamentale!


Immancabile il finale a sorpresa anche se, poi così sorprendente non lo è stato perché già negli ultimi capitoli del libro avevo già intuito dove l'autrice sarebbe andata a finire e forse speravo in un colpo di scena più eclatante ed aggiungo che, con un finale di questo genere, risulta anche chiaro quale sarà l'azione di Nikki nel secondo libro.

Concludo dicendo che è una lettura bella e piacevole, forse un po' scontata in alcuni punti ma l'autrice è in grado di tenere sempre viva l'attenzione del lettore fino all'ultima pagina, quindi non mi resta che consigliare questo libro a tutti gli amanti del genere.






Recensione: Born to love us di Serena Versari

 Titolo: Born to love us
Autore: Serena Versari
Genere: Romance
Pagine: 176
Prezzo: 1,99 (su Amazon, Kobo, Itunes, ecc)

La trama

Quante volte scegliamo una strada piuttosto di un’altra per non deludere le aspettative delle persone che amiamo? Cosa accade quando ci rendiamo conto che questa scelta ci ha precluso la possibilità di essere felici? Swamy ha costruito la sua esistenza seguendo questo schema. Un’ottima carriera e un fidanzato perfetto, ma alla soglia dei trent’anni, a seguito di un dramma personale, qualcosa nella sua vita si rompe. Apre gli occhi sulla realtà, il suo cuore si ribella e si trova costretta ad ascoltare la sua anima. Il ritorno al suo passato, a tutto ciò da cui era scappata, sarà per Swamy un nuovo viaggio, questa volta destinato a non finire. Travis, l’uomo con cui aveva trascorso l’estate più travolgente all’età di diciannove anni, riappare prepotentemente nella sua vita, mettendo in discussione ogni sua certezza. Ma le certezze sono chimere irraggiungibili e il destino un gioco pericoloso, o niente è veramente già scritto e tutto dipende solo e unicamente da noi?

La mia recensione


Posso inziare questa recensione con tre parole: bello, bello e ancora bello!

Lo so quando si tratta di Serena Versari sono forse un po' di parte, ma non ci posso fare niente, mi piace come autrice, mi piacciono le sue idee, mi piace il modo di scrivere e probabilmente in una delle mie passate recensioni ho detto che è una delle mie autrici preferite....e con questo libro ci tengo ancora di più a ribadirlo!
Qualsiasi genere lei affronti sembra sempre perfettamente a suo agio: che sia un fantasy o un romance lei riesce sempre a fare centro ed anche con questo libro non è stata da meno.

La protagonista è Swamy, una ragazza sulla trentina, con una vita apparentemente esemplare, ha seguito le orme del padre, ha un fidanzato che a dir poco  perfetto, ma la madre, sul punto di morte, le fa aprire gli occhi e le chiede se è proprio questa la vita che ha sempre desiderato.

Swamy si è sempre accontentata, non ha mai cercato oltre, non ha mai pensato che fuori da quel suo mondo perfetto e rassicurante ci potesse essere la vita, il brivido, l'amore! Decide così di tornare dove tutto è inziato, dove aveva conosciuto la vera passione grazie a Travis.

Tra mille incertezze Swamy si lascia andare a questo nuovo travolgente amore, ma quale sarà veramente il suo destino?
La vita è fatta di porte che si aprono e si chiudono, di strade percorse ed altre lasciate da parte per paura dell'ignoto, ma il destino è già scritto? Oppure una porta che abbiamo chiuso si può ancora riaprire?

L'autrice ci accompagna in questa meravigliosa storia d'amore, dove nulla sembra scontato e dove soprattuto i protagonisti vi faranno provare forti emozioni, vi ritroverete a sorridere, a piangere con loro perché Serena Verseri riesce a farci immedesimare perfettamente in questa storia: siamo li anche noi, il lettore non è semplicemente uno spettatore ma, non chiedetemi come riesca a farcelo fare, anche noi partecipiamo alle sofferenze della protagonista.


Swamy fa la scelta più difficile, alza lo sguardo e lascia il mondo sicuro dove è vissuta fin'ora alle spalle, ma a quante è capitato di vivere una situazione di questo genere? Forse è proprio questo il segreto dell'autrice ci mette difronte ad uno specchio e ci costringe a guardarci dentro ed ad interrogarci sulla nostra stessa vita: chissà quante volte abbiamo fatto una scelta solo perché era giusto così, solo perché dovevamo essere "responsabili" e chissà quante volte abbiamo desiderato di mollare tutto e ricominciare da capo, ma poi, per paura o anche per pigrizia non lo abbiamo fatto. Bene, questo è il libro giusto per voi, è il libro che vi risveglierà sentimenti sopiti da anni!

Tutto scorre con una fluidità che solo Serena Versari riesce a creare e magicamente ci troviamo in un soffio a voltare l'ultima pagina ed a esclamare: no!!! ma è già finito! Vi consiglio questa lettura e se non aveta ancora mai letto nulla di questa autrice fatelo perché è veramente brava.





martedì 12 gennaio 2016

Recensione: L'Usignolo di Kristin Hannah

Esce oggi il libro di Kristin Hannah L'Usignolo che vi ho presentato QUI; ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima ed ora vorrei farvi sapere la mia opinione su questo bellissimo libro!

Titolo: L'Usignolo
Autore: Kristin Hannah
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Prezzo: 19 euro
In libreria dal 12 gennaio 2016 
 

La trama

Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. 
Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. 
 Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro. 
Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell’universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne. 
L’Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell’amore e della libertà. 
Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell’animo umano e la straordinaria forza delle donne.
 

La mia recensione

 

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, è stato istituito per ricordare tutte le vittime della Seconda Guerra Mondiale, perchè chi si aggirò nei campi di concentramento dopo la fine del conflitto trovò non solo ebrei, ma anche oppositori politici, omosessuali, zingari, testimoni di Geova..
Non fu risparmiato nessuno, donne, uomini, bambini; la Seconda Guerra Mondiale fu solo sofferenza, deportazione e poi, con la "soluzione finale" fu solo più morte.

Quella di  Kristin Hannah è un'opera di fantasia, ma si vede molto bene la grande documentazione e il lavoro che l'autrice ha svolto a monte di questo libro, anche se la più fervida immaginazione non potrà mai eguagliare i reali orrori e crimini che furono commessi dai nazisti.

L'Usignolo è la storia di due sorelle che già prima dello scoppio della guerra vivevano una situazione difficile: Isabelle, la più giovane, ha passato la sua infanzia ad essere cacciata da decine di Istituiti a causa del suo carattere ribelle e poco incline a seguire le regole, mentre Vianne, si è sposata giovane ed ha dovuto provare la grande sofferenza di perdere un figlio.

Entrambe si ritrovano a dover fare delle scelte difficili nella loro Francia occupata dai nazisti: Isabelle, grazie al suo carattere più battagliero cerca di ribellarsi ai soprusi ed anche a costo della propria vita farà di tutto per salvare degli esseri umani; Vianne è una donna più matura, ha una figlia ed all'inizo la sua preoccupazione è quella di mantenere al sicuro la sua famiglia ma sarà costretta a cambiare, non potrà continuare a vivere nel suo piccolo mondo come sotto ad una campana di vetro, la guerra trasforma le persone e Vianne, silenziosamente, riuscirà a proteggere la propia famiglia ma anche alcuni bambini ebrei.

Se Vianne e Isabelle fossero realmente esistite ora avrebbero il loro posto presso il Giardino dei Giusti come Giuste fra le Nazioni, proprio per aver salvato molte vite umane.



L'Usignolo è un libro che parla di donne e della loro presenza durante la guerra, questo è un tema che non sempre viene approfondito, ma in realtà anche le donne hanno avuto un ruolo decisivo per la pace e la giustizia durante il nazismo, anche se la loro è stata una lotta silenziosa che spesso è passata inosservata.

Vianne e Isabelle sono perfettamente caratterizzate dall'autrice, differenti nel carattere, affrontano le situazioni e la paura in modo diametralmente opposto, ma in fin dei conti alla fine scopriranno di eesere più simili di quanto non credevano: forti, coraggiose con in comune la voglia di vivere e di rimanere in vita grazie all'amore.
Isabelle nella sua fuga da Parigi incontrerà un uomo misterioso, Vianne aspetterà tutto il tempo del conflitto il ritorno di suo marito partito per il fronte, ma la guerra distrugge, la guerra cambia le persone e Vianne lo ha visto con suo padre quando ritornò dopo la Prima Guerra Mondiale, completamente devastato, sarà così anche per suo marito? O sarà lei a cambiare?

Questo è un libro che si legge tutto d'un fiato, vi farà commuovere fino alle lacrime, ma ve lo consiglio perchè affronta degli argomenti molto spesso trascurati sui libri di storia, mentre Kristin Hannah trova il coraggio di raccontare l'attivo silenzio delle donne in guerra.